
Il licenziamento per giusta causa è uno degli strumenti più incisivi a disposizione del datore di lavoro, ma anche uno dei più delicati, poiché comporta l’immediata cessazione del rapporto di lavoro senza preavviso. Per questo, la legge italiana stabilisce criteri rigidi per considerarlo valido.
Secondo l’art. 2119 del Codice Civile, il licenziamento per giusta causa si verifica quando il lavoratore commette un fatto talmente grave da rendere impossibile la prosecuzione, anche solo temporanea, del rapporto di lavoro.
Si distingue dal licenziamento per giustificato motivo, che può essere oggettivo (es. in caso di crisi aziendale o riorganizzazione aziendale) o soggettivo (es. mancanze del lavoratore e comportamenti errati e non consoni da parte dello stesso)
Ma quali comportamenti giustificano il licenziamento per giusta causa?
La giurisprudenza considera giustificato il licenziamento in presenza di fatti gravissimi, tra i quali furto in azienda, assenze ingiustificate prolungate, rifiuto ingiustificato di lavorare, comportamenti violenti ed offensivi verso colleghi o datore di lavoro, abuso dei permessi 104, danneggiamento volontario di beni aziendali e diffusione di informazioni riservate.
Ogni caso va valutato contestualmente: la stessa condotta può infatti non giustificare il licenziamento in contesti diversi.

Cosa deve fare il datore di lavoro in questi casi?
Perché il licenziamento sia valido il datore di lavoro deve inviare al lavoratore una contestazione disciplinare (art. 7 Statuto dei lavoratori). Il lavoratore ha diritto a difendersi entro 5 giorni e deve esserci una comunicazione scritta con motivazione chiara.
Cosa può fare invece il lavoratore?
Il lavoratore ha 60 giorni di tempo dalla comunicazione per impugnare il licenziamento e se ritiene che non ci sia giusta causa, può rivolgersi ad un avvocato specializzato in Diritto del Lavoro ed avviare una causa presso il Tribunale del lavoro.
Se il giudice ritiene il licenziamento ingiustificato, può ordinare:
- La reintegrazione nel posto di lavoro
- Il pagamento di una indennità risarcitoria
- Oppure solo un risarcimento economico, a seconda del contratto e delle dimensioni dell’azienda (art. 18 L. 300/70 e Jobs Act)
Dunque, il licenziamento per giusta causa è legittimo solo se motivato da fatti gravi e provati. Il lavoratore ha sempre diritto alla difesa e ad adire le vie legali se ritiene di aver subito un’ingiustizia.
Essere informati è il primo passo per tutelare i propri diritti.
a cura di Avv. Veronica Monti
